Occidenti e Modernità

By on Nov 7, 2024 in Contemporaneità

“Occidenti e modernità” (Andrea Graziosi, il Mulino) impone di scendere a duello con 211 faticose pagine. È certo un caso che l’abbia terminato nel giorno della vittoria di Trump; non credo invece lo siano le ragioni che hanno portato alla sua elezione: per molti aspetti le ritroveremo nel lavoro di Graziosi. Graziosi usa il plurale e avverte che gli “Occidenti” non sono più gli stessi da quando il Covid e l’invasione dell’Ucraina hanno spazzato via che le categorie mentali e politiche con cui sinora abbiamo letto la realtà. Gli “Occidenti” sono stati più d’uno, avverte l’autore; il nostro nuovo Occidente è iniziato nel ’45, legato alla versione del Moderno nata negli Stati Uniti. (Nota: Graziosi è uno storico di grandissimo valore. A lui dobbiamo studi sull’Unione Sovietica diventati riferimento obbligato: ha potuto consultare gli archivi di Mosca nel breve lasso di tempo in cui sono...

La minuscola parte

By on Nov 2, 2024 in Contemporaneità

“Noi crediamo di rappresentare i migliori valori al mondo, ma siamo pazzi a pensarlo. Solo una minuscola parte del mondo è interessata a questioni come il femminismo o i diritti gay”. Ho letto più volte questa frase con il dubbio di non aver compreso come si fa con le istruzioni dell’Ikea. Ma il risultato, proprio come le istruzioni dell’Ikea, non è cambiato. È quel che Hanif Kuresishi ha dichiarato nel corso dell’intervista rilasciata a Federica Manzon (“laLettura”, 27 ottobre 2024). La prima persona plurale a cui fa riferimento lo scrittore britannico nato da padre pakistano e madre inglese siamo noi, i fortunati abitanti del mondo occidentale. “Noi crediamo di rappresentare i migliori valori al mondo, ma siamo pazzi a pensarlo. Solo una minuscola parte del mondo è interessata a questioni come il femminismo o i diritti gay” sono due proposizioni. Una è legata indissolubilmente...

Strani scherzi

By on Ott 23, 2024 in Letteratura

    Ho l’abitudine di leggere più libri contemporaneamente. Passo da un argomento all’altro come un tempo a scuola, quando le materie si succedevano senza soluzione di continuità. È un metodo avvincente quanto pericoloso. Con l’avanzare dell’età è sempre più concreto il rischio di smarrire la struttura dimostrativa che sorregge la tesi (o le tesi) del saggio che stiamo leggendo. Cosa ricorderemo dopo una settimana, un mese, un anno, è un mistero della fede. Ci consola il fatto che di norma ogni libro, anche il più luminoso, contiene un’idea, al massimo due. Quell’idea è come un punto forte fissato per l’eternità sulla lavagna della nostra coscienza; purtroppo gli aspetti più straordinari e più squisiti di un trattato, di un saggio, di un testo scientifico, “andranno persi come lacrime nella pioggia”. Ricordiamo perfettamente il concetto alla base di “Mimesis”, il capolavoro...

La tempesta è perfetta

By on Ott 14, 2024 in Contemporaneità

La vicenda di Simone Lenzi, l’assessore di Livorno dimissionato per eccesso di ironia, mi ha fatto tornare in mente una storia di qualche mese fa. Stavo riunito con i miei clienti preferiti, persone aduse allo star nel mondo, quando a metà d’un discorso il più giovane dei presenti s’è ricordato di una promessa e mi ha mostrato le ultime foto della sua bimba. Immaginatevi una piccina strabella, acconciata in modo graziosissimo e fotografata con una sapienza che al confronto la povera Chiara Ferragni ci spiccia casa, come ormai dicono anche a Brembate di Sopra. Mentre ammiro la creatura, dal sen mi sfugge un commento sulla seconda più grande menzogna dell’umanità: “tutti i bambini sono belli”. Segue garbato imbarazzo dei miei ospiti. I quali, pur tuttavia, non possono esimersi dal sorridere quando rincaro la dote affermando che la ragione della loro oggettiva bruttezza deriva dalle...