Woody e io

By on Dic 14, 2024 in Contemporaneità

L’altra sera in televisione passava “Io e Annie”. Stando ai commenti su faccialibro devono averlo visto in parecchi. E come al solito quando si tratta di Woody Allen o del compleanno di Gianni Morandi, la più parte pare abbastanza commossa. Ora io che sono un inguaribile cinico e non mi commuove neppure lo spot del Mulino bianco quello della bambina col gattino sotto la pioggia, una spiegazione me la sono data. Ciò che muove a commozione non sono gli ottant’anni del tale famoso, e neppure le vicende fritte e rifritte di un vecchio film del 1977. Conosco gente che si commuove persino pensando a quando era militare, e nel farlo è convinta di rimpiangere l’alzabandiera o la merda del nonnismo in luogo della perduta giovinezza. Figurarsi se non si emoziona pensando a quant’è vecchio Morandi Gianni o Woody Allen, che poi quando muoiono piovono i RIP, le foto e i coccodrilli “signoramia...

Minima moralia (1)

By on Dic 8, 2024 in Contemporaneità

  “La pressione del conformismo, che grava su ogni produttore, abbassa ulteriormente le sue esigenze verso se stesso. È il centro stesso dell’autodisciplina intellettuale che appare in procinto di dissolversi”. (T.W. Adorno, Minima moralia, 8) Leggevo nei giorni scorsi delle difficoltà di un costumista. Sosteneva che se era facile disegnare costumi di scena in accordo con i diversi periodi del secolo scorso, le difficoltà si presentano quando si tratta di mettere in scena un’opera ambientata ai giorni nostri; gli abiti, concludeva, tendono ad assomigliare gli uni agli altri rendendo in tal modo difficile se non addirittura impossibile la caratterizzazione temporale. Se nessuno osa né sperimenta – concludeva – è perché hanno tutti paura di sbagliare. Non so nulla del sistema della moda. Se non che, come è accaduto al mondo dell’automotive, negli ultimi decenni abbiamo assistito a un...

Il salto dello squalo

By on Dic 3, 2024 in Comunicazione

Non credo esista per i giornali una locuzione efficace quanto “saltare lo squalo” lo è per le serie tv. Ai più pigri che neanche la fatica di pigiare il lik, ricordo che indica “il momento in cui qualcosa che una volta era grande e popolare raggiunge un punto di decadimento dopo il quale perde improvvisamente di qualità”. Detto fuor di garbo wikipediano, si salta lo squalo quando gli autori di una serie di successo planetario come “Happy days” terminata la benzina creativa (succede anche i migliori dopo millantamila puntate) non sanno più a che santo votarsi. La locuzione nasce giustappunto da una puntata della fortunata serie e indica “il punto di svolta verso il declino nonostante tutti i tentativi di mantenere alto e/o recuperare l’interesse degli spettatori”. Mi è tornato in mente il salto dello squalo leggendo un articolo di Adriano Sofri sul “Foglio”, ripreso il giorno dopo da...

Lezione definitiva

By on Nov 30, 2024 in Comunicazione

“L’accusa strumentale del genocidio proietta sull’intero Stato di Israele e su tutto il popolo israeliano — non solo sul pessimo governo in carica — l’immagine del male assoluto. Una demonizzazione ingiusta, ma anche controproducente per le prospettive di pace e convivenza. Ogni riduzione dell’altro a mostro, ogni cancellazione manichea delle sue ragioni — vale per i sostenitori acritici dei palestinesi, ma vale specularmente anche per i sostenitori acritici del governo israeliano — serve solo a perpetuare la guerra, a rinsaldare la trappola dell’odio e ad allontanare il giorno in cui potrà, dovrà sorgere uno Stato di Palestina accanto allo Stato di Israele. In terzo luogo, la cultura antifascista e antitotalitaria ha avvertito da sempre le implicazioni velenose delle operazioni di negazionismo, riduzionismo, relativizzazione, distorsione o banalizzazione dei genocidi. Di lì passano...

“Dove vai se la banana non ce l’hai?”

By on Nov 23, 2024 in Arte

Se risvegliato da opportuno sfregamento il Genio della Lampada mi chiedesse di quale onnipotenza vorrei sfacciatamente approfittare, penso che tra l’essere il Direttore Generale del Mondo o l’Uomo più Ricco del Pianeta sceglierei di diventare Ministro dei Saperi, a condizione di non avere limiti, né obblighi o controlli. Il Primo Atto della mia potestà: quadruplicare lo stipendio degli insegnanti elementari e triplicare quello di tutti gli altri affinché il mestiere possa riconquistare una quota dell’antica considerazione e rispetto. Il Secondo Atto riguarda i criteri di assunzione, mantenimento in ruolo e percorsi di carriera. La più importante competenza, quella decisiva, è l’Eros. Senza carica erotica, la dote che rende eccitanti anche le lezioni di analisi logica e di trigonometria, non c’è paideia ma banale trasmissione di qualche tecnica destinata ad essere scordata nello spazio...